lunedì 24 settembre 2012

Gelo della questione del Sahara, deterioramento della sicurezza al Sahel… il problema, è l'Algeria (giornale spagnolo)

Gelo della questione del Sahara, deterioramento della sicurezza al Sahel… il problema, è l'Algeria (giornale spagnolo)

19/09/2012



Dal 1975, l'Algeria ha speso circa 600 milioni di dollari per la sua causa strategica al Sahara



Cosa avviene realmente al Magreb? Quale è il vero problema in questa regione dell'Africa? Si tratta soltanto degli effetti collaterali del terrorismo e dell'assenza di sicurezza nella regione del Sahel e dell'Africa del nord o è la conseguenza di interessi algerini ben definiti?



Certamente, l'affare del Sahara non ipoteca soltanto il futuro e la sicurezza nella regione, ma il conflitto tra il Marocco e l'Algeria, che risale all'epoca ''della guerra famosa delle sabbie'' nel 1963, aggiunge un po'di intransigenza alla posizione algerina.



Così l'Algeria tenta di torcere il braccio in Marocco ed isolarlo, giocando le sue carte vincenti ed aiutandosi dei petrodollari.



Dal 1975 e fino ad oggi, l'Algeria non ha speso meno di 600 milioni di dollari per la sua causa strategica al Sahara. Presi un elevato per trovare uno sbocco al petrolio algerino sull'oceano atlantico.



Occorre tenere conto da un lato della chiusura durante anni delle frontiere terrestri tra i due paesi e di altro che l'Algeria prova a scocciare il Marocco rifiutando sistematicamente di aprire queste frontiere, nonostante i danni che ciò porta agli interessi commerciali.



Il Marocco tenta di ridurre tramite una diplomazia attiva i danni, conseguenze del blocco e dell'isolamento imposto al regno del Marocco da parte dell'Algeria, in particolare dall'arrivo di Abdelaziz Bouteflika al potere.



Nessun analista ignora soltanto l'immagine del conflitto del Sahara Occidentale è prioritario per l'Algeria, che predomina il suo burattino chiamato fronte del Polisario e che tenta di fuorviare l'opinione pubblica internazionale sostenendo che la calma e la stabilità regnano nei campi di Tindouf, cosa che non è completamente conforme all'assenza di sicurezza nella regione.



In questo clima di tensione e per ricambiare l'immagine sparsa sull'assenza di sicurezza nella regione, interviene la visita di Kerry Kennedy a Laayoune ed a Tindouf. Una visita che è stata duramente criticata dalle organizzazioni favorevoli al Marocco, per averla ignorato palesemente.



Secondo il giornale elettronico ''Algeria Times'', il soggiorno del presidente del centro Robert Kennedy, Kerry Kennedy, in Algeria ha causato spese incredibili, che hanno raggiunto 140 milioni di dollari, per le 24 ore soltanto, che ha dedicato alla visita dei campi dei profughi sahrawi a Tindouf.



Il giornale segnala che i negoziati tra il regime di Algeri e Kerry Kennedy hanno dato luogo ad una condizione, la preparazione di una relazione ostile al Marocco. Kerry Kennedy era accompagnata, durante la sua visita da un gruppo di predicatori anglicani che appartengono ad una chiesa che si chiama ''la roccia della chiesa di Gesù'', e che sono state presentate ai media come attivisti dei diritti dell'uomo. E Kerry Kennedy ha insistito affinché possano accedere ai campi ''come condizione indispensabile''.



Questi missionari anglicani sono stati ricevuti dal Presidente pretese della repubblica sahrawi, Mohamed Abdelaziz. Un accordo è intervenuto per autorizzare più di 500 bambini campi a passare le vacanze agli Stati Uniti, sotto la cornice e la responsabilità della suddetta chiesa.



Kerry Kennedy ed i suoi accompagnatori sono stati interrogati sulla questione intesa ad accertare se come responsabili dell'insegnamento dell'inglese nei campi, utilizzeranno manuali scolastici e pedagogici pubblicati dalla chiesa americana conosciuta per la sua attività missionaria e la sua propaganda a favore della dottrina anglicana.



In questo contesto, è importante mettere sotto le luci della ribalta, la visita effettuata dall'ONG americana ''Teach the Children international'', di cui la presidente la signora Nancy Huff, ha dichiarato che il mantenimento dei campi profughi a Tindouf è una perdita di tempo e che è tempo di permettere ai Sahrawi di ritornare al loro paese.



Le militanti dei diritti dell'uomo, Nancy Huff e Katherine Porter Cameron hanno anche segnalato che il ritorno dei Sahrawi alla loro madre-patria, il Marocco, è una necessità di porre fine alle loro sofferenze, in occasione di una riunione con i capi ed i Chioukh delle tribù, come pure degli attivisti sahrawi, a Laayoune dal 12 al 14 settembre, durante la visita effettuata dall'ONG per prendere conoscenza delle realizzazioni economiche e sociali come pure della situazione dei diritti dell'uomo in questa città, che si trova al sud del Marocco.



Si è insistito sull'importanza dell'autonomia ed un'esperienza che riesce in numerosi paesi, segnalando che quest'iniziativa permetterà di raccogliere le famiglie sahrawi e di vivere con dignità nel loro paese il Marocco.



La Sig.ra Huff che ha lavorato nel quadro di missioni umanitarie per molto tempo nei campi di Tindouf, ha dichiarato in occasione di una riunione con il Presidente ed i membri del Consiglio comunale di Laayoune, che ha scoperto durante la sua visita ai campi, numerosi e gravi danni ai diritti dell'uomo, tra cui deviazioni dell'aiuto umanitario internazionale destinato ai Sahrawi dei campi.



Ha aggiunto che la delegazione americana preparerà una relazione che sarà consegnata al congresso americano, alla Casa Bianca, al ministero degli esteri ed ai membri del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.



Ma come lo abbiamo detto, l'Algeria è il più grande imputato di ciò che avviene nella regione maghrebina. Con l'arrivo di Bouteflika al potere come il Presidente della repubblica algerina, la politica estera degli Stati Uniti ha effettuato un giro di 180 grado (occorre ricordare che durante la guerra fredda l'Algeria era combinata con l'Unione sovietica ed il Patto di Varsavia).



Pertanto la politica di Bouteflika riguardo agli Stati Uniti ha due aspetti: la prima è la politica ufficiale, la seconda è la politica dell'organizzazione non governativa, nella quale la diplomazia americana svolge un ruolo determinante.



Non occorre dimenticare che la presenza americana in Africa ha una cattiva reputazione, ed in questo senso dobbiamo constatare che nel 2013, il quarto del petrolio e delle materie prime consumate negli Stati Uniti proverrà dall'Africa, in particolare dall'Algeria.



Di là, ''un centro di ricerca'' israeliano e l'istituto degli studi strategici e politici ha chiamato alla predisposizione di un ordine militare americano per l'Africa, Africom, che la propaganda algerina ci dice che ''si trova'' a Tan-Tan (Marocco). Ma in realtà si trova a Tamanrasset (Algeria).



Più precisamente, il giornalista della televisione americana, Emy Goodman ha indicato durante il programma ''la democrazia ora'', a proposito dell'Africom, che è stato inaugurato dall'amministrazione repubblicana del Presidente Bush verso la fine della sua legislatura, sotto l'ordine dell'ex coordinatore securitario tra Israele e l'autorità palestinese.



L'avviso di quest'ordine ha suscitato un'opposizione forte in Africa, e nessun governo ha accettato di accogliere l'ordine generale, che è restato alla fine sulle basi militari americane comuni in Italia ed in Germania.









Fonti:



Il portale politico del Sahara occidentale:

www.corcas.com

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Il portale dello sviluppo economico nelle regione del sahara occidentale:

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martedì 15 maggio 2012

Il movimento dei non allineati sostiene il processo di negoziato sotto l'egida dell'ONU sul Sahara

La conferenza ministeriale del movimento dei non allineati (MNA) ha sottolineato, giovedì al termine dei suoi lavori a Charm El Cheikh in Egitto, l'appoggio al processo di negoziati che riguardano la vertenza regionale sul Sahara marocchino nel quadro delle Nazioni Unite in attesa di raggiungere una " soluzione politica reciprocamente accettabile".


I ministri degli esteri " si sono rallegrati per il processo di negoziati tenuti sotto gli auspici del segretario generale dl'elONU e dell'impegno delle parti da continuare a dare prova di volontà politica e lavorare in un clima propizio al dialogo allo scopo di entrare in una fase di negoziati più intensive" , si legge nella dichiarazione finale di questa riunione dell'Ufficio di coordinamento del MNA.
I ministri hanno aggiunto che l'obiettivo consiste anche nel garantire il successo dei negoziati e l'attuazione delle ultime 7 risoluzioni del Consiglio di sicurezza, che hanno sottolineato consecutivamente che l'iniziativa marocchina d'autonomia è seria e credibile.
Queste risoluzioni chiamano le parti ad entrare in negoziati intensi e sostanziali, dando prova di realismo e dello spirito di compromesso, hanno ricordato.

Conferenza delle MNA in Egitto, a cui il Marocco è stato rappresentato
da una delegazione importante
In questo senso, hanno sottolineato la pertinenza dell'opzione d'autonomia proposta dal Marocco, che mette davanti gli sforzi fatti dal regno dal 2006 per trovare una soluzione alla questione.

La conferenza, alla quale il Marocco era rappresentato da una forte delegazione condotta dal ministro delegato agli affari esteri ed alla cooperazione, Youssef Amrani, hanno anche salutato l'impegno delle parti da proseguire il processo di negoziato attraverso negoziati patrocinati dalle Nazioni Unite.
I ministri hanno espresso la disposizione del movimento a " continuare a sostenere vigorosamente gli sforzi fatti dal segretario generale ed il suo inviato speciale allo scopo e raggiungere un regolamento politico che sia reciprocamente accettabile".

4round dei negoziati informali relativi alla questione del Sahara a Manhasset




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giovedì 10 maggio 2012

La NATO accusa il Polisario di avere relazioni con i movimenti terroristici

I campi di Tindouf sono diventati, sotto l'influenza del Polisario, un riferimento per le attività criminali di qualsiasi tipo, su fondo di legami sempre più stretti tra i dirigenti dei separatisti e di Al-Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), legge in una relazione che ha appena pubblicato il centro di fusione militaro-civile che dipende dall'ordine combinato della NATO, basato a Norfolk nello Stato americano della Virginia.


''Il pericolo di destabilizzazione della regione è reale a causa della capacità dell'AQMI di dedicarsi ai traffici degli armi, di droghe, ed al contrabbando nei territori dei paesi della vicinanza'', allerta il documento intitolato: ''Minacce di Sicurezza nel Sahel ed oltre: AQMI, Boko Haram ed i Shabab''.

Riunione della NATO
Basandosi sulle conclusioni di molte relazioni realizzate in particolare dal think thank Carnergie Endowment for internazional Peace, il documento ricorda, in questo contesto, che ''responsabili maliani, a varie riprese, avevano affermato che il Polisario è implicato nelle operazioni di rapimento e di traffico di droga in questa regione''.Una recente relazione think thank americano, Atlantic Council, aveva, lo stesso senso, informato che la collusione tra l'AQMI ed il Polisario, ritornata davanti alla scena in seguito al rapimento cittadino occidentale Tindouf, fatto parte un ''tessuto estremista'' che minaccia stabilità Magreb, Sahel e Africa nell'insieme.
''La franchigia di Al-Qaëda nel Magreb ha consolidato i suoi legami con il fronte Polisario, un ravvicinamento per lo meno inquietante che si è illustrato con l'abduzione, nell'ottobre scorso, di due lavoratori umanitari italiani e di un altro di nazionalità spagnola, che più è in cuore pieno di Tindouf'', sottolineava lo studio.
Questa collusione, che si esprime ormai al grande giorno, si solleva, “non è realmente una sorpresa per gli osservatori, per che ''la gioventù dei campi di Tindouf, che vive senza la speranza di un dopo giorno migliore, costituisce un terreno fertile per i reclutatori dell'AQMI, alla ricerca di braccio per sostenere le loro attività terroristiche e criminali''.

Esperti internazionali analizzano i legami tra Aqmi ed il Polisario


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giovedì 12 aprile 2012

Secondo un giornale elettronico americano: grazie alla direzione del Marocco, l'autonomia al Sahara finirà per trionfare





Secondo un giornale elettronico americano: grazie alla direzione del Marocco, l'autonomia al Sahara finirà per trionfare
11/04/2012
Il piano d'autonomia al Sahara, sotto la sovranità marocchina, finirà per ''trionfare'' grazie alla direzione di cui fatto mostra il Marocco, scritto la pubblicazione americana, 'The Huffington Post' nel suo sito elettronico, denunciando l'esacerbazione delle condizioni di vita nei campi di Tindouf.
“Il piano d'autonomia al Sahara finirà per prevalere grazie alla direzione del regno e nonostante le manovre concertate del Polisario e di Al-Qaëda nel Magreb islamico che mira ad ipotecare il futuro di tutta una regione'', sottolinea Elizabeth Blackney, in un articolo intitolato: ''Della primavera araba all'inverno del Sahara''.
Di fronte alla promessa dell'iniziativa marocchina d'autonomia, il `Huffington Post' oppone la minaccia che fanno incombere Polisario ed Aqmi sull'Africa del Nord e Sahel, denunciando la deviazione dell'aiuto umanitario da parte dei dirigenti dei separatisti, “al dispetto delle necessità delle popolazioni che pretendono di proteggere''.
La collusione tra questi due gruppi si manifesta attraverso ''le attività illecite e spesso criminali'', alle quali si dedicano al Mali ed in Mauritania, che suscita le più grandi preoccupazioni della Comunità internazionale, nota il giornale americano.
Il `Huffington Post' ricorda, in questo contesto, un recente studio del think-tank US Carnegie Endowment for Peace che ha informato che questa collusione tra il Polisario e l'Aqmi è portatrice di ''un'instabilità profonda in tutta la regione''.
La congiunzione d'interesse tra Aqmi e Polisario costituisce la matrice di un'organizzazione terroristica alle conseguenze ''incalcolabili'' per la stabilità e la sicurezza di un insieme geografico andando dal Magreb alle grandi dimensioni del Sahel, richiama all'attenzione questa relazione.
''La franchigia dell'Aqmi nella regione del Sahel opera instancabilmente al consolidamento dei loro legami con i trafficanti di droghe nei campi di Tindouf che si sono infiltrati ad un'ampia scala reclutando una gioventù frustrata e senza illusione'', sottolineano il documento.
Lo studio di questo centro prestigioso di riflessione con sede a Washington rileva, a questo proposito, che ''l'implicazione dei giovani Sahraoui nel traffico di droga nella regione è diventata una realtà fastidiosa'', rilevando che questa gioventù “è sempre più isolata socialmente, manca d'orientamento, e non dispone di nessuna prospettiva futura ''.
Il `Huffington Post' nota, d'altra parte, che qualsiasi sostegno al Polisario non è in realtà che ''il sostegno di un'organizzazione che opera attivamente a deviare gli aiuti destinati ad una popolazione privata ostinandosi in modo cinico da prolungare la sua sofferenza''.


Fonti:
Il portale politico del Sahara occidentale:
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lunedì 19 marzo 2012

I due rappresentanti del Corcas la signora Saadani Maouelainin ed il sig. Ahmed Mghizlat, in un'intervista con EFE



I due rappresentanti del Corcas la signora Saadani Maouelainin ed il sig. Ahmed Mghizlat, in un'intervista con EFE
15/03/2012
I Sahraoui sostengono l'autonomia che è la sola soluzione applicabile

Il Sig. Ahmed Mghizlat, membro del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani, ha espresso, sabato 10 marzo 2012, in un'intervista con l'agenzia di stampa spagnola EFE, la sua speranza di vedere l'ultimo ravvicinamento tra il Marocco e l'Algeria, suscitare un rilassamento in occasione dei negoziati informali, in corre sul Sahara tra il regno del Marocco ed il fronte Polisario per porre fine al conflitto sterile ed artificiale che è troppo durato.
Il sig. Mghizlat che rappresentare con la signora Saadani Maouelainin Corcas, nell'ambito della delegazione marocchina chi partecipa alla 19esima sessione delbconsiglio onusiano dei diritti dell'uomo a Ginevra (27 febbraio-23 marzo), ha dichiarato la vigilia del nono round dei negoziati di Manhasset, " speriamo che il ravvicinamento iniziato dal Marocco vis a vis dell'Algeria, convincerà il fronte Polisario ad aprire una nuova pagina di riconciliazione".
Il membro del Corcas ha insistito sull'importanza del ruolo importante che è quello dell'Algeria e della Mauritania in questo settore della riconciliazione, ma anche per fare prendere coscienza al Polisario " per contollarsi ".
L'agenzia EFE ha ricordato nel quadro di questa intervista del ruolo che svolge il Consiglio creato da SM il re nel 2006, per rafforzare lo sviluppo economico e sociale delle province del sud e chiamare i Sahraoui a mobilitarsi a favore dell'autonomia nel quadro della sovranità marocchina per regolare definitivamente il conflitto.
L'agenzia di stampa spagnola segnala d'altra parte, che Corcas considera che il progetto d'autonomia è l'unica soluzione " seria che dispone di credibilità" per rompere lo statuto quo che ha conosciuto questo conflitto durante il decennio precedente.
A questo proposito, la signora Saadani Maouelainin ha evocato con EFE, la grande pertinenza della soluzione che rappresenta l'iniziativa sull'autonomia. Ha aggiunto: " difendiamo l'autonomia poiché è l'unica soluzione realizzabile per tutti i Sahraoui e che non esclude nessuno" , ricordando che l'autonomia è " la forma più avanzata dell'autodeterminazione".
L'agenzia di stampa spagnola ha segnalato a questo proposito, che le Nazioni Unite hanno fallito durante il decennio precedente di regolare il conflitto tramite un referendum d'autodeterminazione degli abitanti del Sahara, divisi da 37 anni tra Laayoune la capitale della regione del Sahara ed i campi di Tindouf in Algeria.
La Sig.ra Saadani ha messo in valore la principale causa del fallimento del referendum d'autodeterminazione al Sahara, segnalando che il referendum, rischia " di allontanare famiglie intere per diverse ragioni, ma che sono tuttavia famiglie sahraoui".

L'agenzia EFE, segnala da parte sua che la posizione del Marocco in occasione dei negoziati informali si è rafforzata con il suo conseguimento di una sede presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, come membro non permanente. Ciò costituisce dal punto di vista del Polisario così come lo evoca l'agenzia " una disfunzione per questo conflitto".
In risposta ad una domanda di EFE che chiede se il Marocco considera la sua sede presso il Consiglio di sicurezza come un'opportunità, i due membri del Corcas rispondono con la risposta affermativa, auspicando che questa sede permette di " mettere questa cartella all'ordine del giorno dell'azione della Comunità internazionale".

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lunedì 14 novembre 2011

Il rapimento di umanitari a Tindouf sottolinea " l'urgenza" di soluzione alla questione del Sahara (conferenza a Washington)





Il rapimento di umanitari a Tindouf sottolinea " l'urgenza" di soluzione alla questione del Sahara (conferenza a Washington)

11/11/2011

Il rapimento di tre lavoratori umanitari europei nei campi di Tindouf da parte di Al-Qaida in Magreb islamico (AQMI), con la complicità avverata di elementi del Polisario, sottolineano " l'urgenza" di trovare un regolamento definitivo alla questione del Sahara, hanno sottolineato partecipanti ad una conferenza organizzata mercoledì, sotto il tema: " L'impatto della caduta di Kadhafi sulla sicurezza nel Magreb ed al Sahel" , per " The Atlantic Council" , un centro prestigioso di riflessione con sede a Washington.

L'implicazione avverata di elementi del Polisario che hanno infatti " facilitato questo rapimento fornendo armi, sostegno logistico ed il passaggio attraverso i punti di controllo per il commando dell'AQMI all'origine di quest'operazione di rapimento (...) viene a ribadire, se necessario, l'urgenza di risolvere questo conflitto" , ha spiegato Edward Gabriel, ex ambasciatore americano, a questa conferenza.

Il Sig. Gabriel ha rilevato che la collusione di interessi tra alcuni membri del Polisario ed i terroristi dell'AQMI, i cartelli di droga latino-americani, i trafficanti degli armi ed altri banditi di grande cammino, mettono in pericolo la sicurezza e la stabilità della regione molto intera, che sottolinea a questo proposito l'imperativo di risolvere la questione del Sahara attraverso l'applicazione del piano marocchino d'autonomia sostenuto dall'amministrazione americana e la maggioranza dei membri del congresso americano.

Ha d'altra parte ricordato che il rapimento dei tre umanitari europei nei campi di Tindouf ha forzato l'ONU, e altre organizzazioni internazionali, a restringere le loro operazioni in questa regione a causa del clima d'insicurezza che vi regna.

Da parte sua, Roger Pena, esperto americano nelle questioni di difesa e delle relazioni internazionali, ha abbondato nello stesso senso sottolineando che questo rapimento esige l'apertura di un'indagine per mettere nudi i legami sempre più avverati tra Al-Qaeda in Magreb islamico e degli elementi del Polisario.

" Prove che convengono tengono conto di complicità di elementi del Polisario nell'esecuzione di questo rapimento, fornendo ai rapitori armi e conducendoli verso i lavoratori umanitari" , ha sollevato il sig. Pena, anche principale consigliere del senatore democratico Kay Hagan.

Inoltre, ha fatto osservare che gli sforzi dell'AQMI che mira a consolidare i suoi legami con Polisario " non costituiscono realmente una sorpresa" , nella misura in cui si iscrivono in destra linea delle tattiche e del modo operativo della franchigia di Al-Qaeda in Africa del nord, che ha sempre ricorso al " subcontracting" per effettuare le sue operazioni di rapimento allo scopo di riempire le sue casse.









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giovedì 21 aprile 2011

|Relazione del SG dell'ONU sul Sahara: il mandato del Minurso non sarà allargata ai diritti dell'uomo



L'ultima relazione del segretario generale dell'ONU sul Sahara ha messo in evidenza gli sforzi del Marocco a favore del rafforzamento del quadro istituzionale in materia di promozione e di tutela dei diritti dell'Uomo, senza portare nessuna menzione all'allargamento del mandato del Minurso, o qualche meccanismo di controllo dei diritti dell'uomo al Sahara .
Questa relazione ha messo in valore le grandi linee del discorso reale del 9 marzo scorso, che annunciano la revisione della costituzione e che confermano il progetto di regionalizzazione, che beneficerà, in primo luogo, alla regione del Sahara marocchino.


Questa relazione parla anche del posto della promozione dei diritti dell'Uomo e l'allargamento delle libertà individuali e collettive nel processo di riforma annunciato da SM Re Mohammed VI.


Si riferisce inoltre al contenuto dei discorsi di SM il re del 30 luglio 2010 ed all'occasione del  35esimo anniversario della  Marcia Verde nei quali il sovrano ha ribadito la pertinenza ed i vantaggi dell'Iniziativa d'autonomia e lanciato un appello per facilitare il ritorno delle popolazioni dei campi di Tindouf.


La relazione rafforza la dimensione politica ed il processo di negoziato, riservando 21 paragrafi alle attività dell'Inviato personale.


Ribadisce l'appello lanciato, nel 2010, dal segretario generale sulla necessità di effettuare il censimento delle popolazioni dei campi di Tindouf. A tale riguardo, il segretario generale sottolinea che l’HCR, nel quadro del suo mandato e conformemente alla sua pratica stabilita, continuerà le sue discussioni con l'Algeria, paese ospite, per concretizzare quest'operazione.


Il segretario generale prende nota degli sforzi fatti dal Marocco per il rafforzamento del quadro istituzionale in materia di promozione e di tutela dei diritti dell'Uomo, in particolare attraverso la messa in atto del Consiglio nazionale dei diritti dell'Uomo (CNDH), dell'Istituzione del mediatore, della delegazione interministeriale dei diritti dell'Uomo, strutture avendo tutta la capacità di interagire con le istituzioni internazionali dei diritti dell'Uomo.


 Il segretario generale si rallegra, anche, per l'impegno del regno da proseguire la sua cooperazione con le strutture onusiane dei diritti dell'Uomo.


Trattandosi  degli eventi di Gdeim Izik, la relazione presenta la versione marocchina dei fatti, in particolare il contenuto della relazione della Commissione d'inchiesta parlamentare. Tre lunghi passaggi della relazione, infatti, sono dedicati alle conclusioni della suddetta Commissione.


La relazione conferma il bilancio ufficiale fornito dalle autorità marocchine sulle vittime degli eventi di Gdeim Izik (11 vittime membri delle forze di sicurezza) e porta una smentita cinglant alla tesi di " genocidio" ed alle cifre menzoniere avanzate dall'Algeria ed il Polisario. Sottolinea anche che il Marocco ha reso pubblica una videocassetta di 14 minuti che coprono l'operazione di smantellamento dell'accampamento e gli eventi che hanno seguito a Laayoune.


La relazione segnala che le autorità marocchine hanno autorizzato le ONG nazionali ed internazionali dei diritti dell'Uomo da visitare la regione dopo lo smantellamento dell'accampamento. Tiene conto dell'arresto di Ould Salma dal Polisario, in seguito alla sua posizione espressa in appoggio alla proposta marocchina d'autonomia. 










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